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Formazione - Consulenza - Coaching

La confusione regna anche nella PNL

La confusione regna anche nella PNL

22 maggio 2013
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Spesso chi inizia a studiare la PNL resta affascinato dai suoi metodi, tecniche e presupposizioni.

Altrettanto spesso molti formatori alle prime armi spiegano alcune tecniche di PNL in modo discutibile.

Su questo argomento John Grinder ( co-fondatore assieme a Bandler della PNL ) ha scritto un breve articolo riguardante il tema molto noto in PNL delle cosiddette strategie PNL (strategie intese in senso stretto, come sequenza di sistemi rappresentazionali).

Chi ha letto i post pubblicati in precedenza avrA� notato che John sfida molte delle convinzioni diffusissime nel mondo PNL, mettendo in discussione le fondamenta della maggior parte dei cosiddetti corsi Master Practitioner PNL e richiedendo una forte revisione critica della PNL stessa.

Buona lettura

Le strategie in PNL

di John Grinder

 

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John Grinder

Le strategie a�� sequenze ordinate di accesso a sistemi rappresentazionali per raggiungere risultati specifici a�� sono i resti di un progetto che ho iniziato a metA� fino alla fine degli anni a��70. Il mio obiettivo era quello di esplorare la possibilitA� che i sistemi rappresentazionali fornissero un adeguato vocabolario per catturare alcune parti significative di ciA? che alla��epoca chiamavo il a�?progetto della sintassi del comportamentoa�? (nome anche di una serie di 4 seminari che io e Dilts facemmo assieme a�� ci sono cassette di questo sforzo congiunto presso Metamorphous Press). Ho abbandonato questo progetto o piA? precisamente la considerazione di sequenze ordinate di accesso a sistemi rappresentazionali quando due cose mi divennero ovvie:

  1. le strategie NON sono un punto leva utile o efficace per la replica del genio o degli schemi dei geni a�� questa A? probabilmente la confusione storica tra la��estrazione e la��installazione di strategie e il modellamento PNL in sA�. Come ogni persona, che ha realmente fatto il lavoro di estrazione e installazione, ha avuto esperienza a�� questo A? il fenomeno della coda che scodinzola il cane a�� il che significa che la��accurata estrazione di una strategia seguita dalla��installazione di una sequenza estratta NON replica lo schema del genio che viene modellato. Il punto chiave di leva risulta essere lo STATO a�� infatti, se lo stato del genio A? catturato attraverso assimilazione inconscia, tipicamente include la strategia (o strategie funzionalmente equivalenti piA? congruenti con lo sviluppo del modellatore). La��inverso A? palesemente NON vero a�� cioA? la��installazione di una strategia estratta attentamente ed accuratamente tipicamente NON suscita lo stato nel modellatore corrispondente allo stato nel modello a�� in questo modo fallendo di replicare la performance del genio. Sospetto che la popolaritA� della��estrazione ed installazione di strategie A? in parte dovuta al fatto che A? una��attivitA� abbastanza razionale e orientata alla��emisfero sinistro, A? prevalentemente una��attivitA� osservativa e richiede un piccolo impegno da parte della�� a�?aspirantea�? modellatore.
  2. offro una critica significativamente piA? radicale alle strategie: iniziamo da una strategia che si A? rivelata estremamente utile (specialmente per i bambini) ed A? un bel contributo di Robert Dilts, il suo autore. Quello che Robert aveva notato, era che una persona eccellente nello a�?spellinga�? (lui A? una, per esempio) seguiva una ordinata sequenza di sistemi rappresentazionali cosA� come definita dalla sequenza di movimenti oculari sistematici. Se prendi un bambino, entri in rapport con lui e induttivamente conduci il bambino attraverso ripetizioni di memoria visiva a�� verifica cinestesica al punto che puA? farlo senza suggerimenti da parte tua (20 minuti al massimo sono tipici per bambini a�� gli adulti tendono ad essere un poa�� piA? lenti) la loro performance nello a�?spellinga�? arriverA� velocemente al 100% di efficacia (nota a�� soltanto per parole realmente viste e identificate in precedenza, una strategia completamente diversa A? richiesta per fare lo a�?spellinga�? di parole non viste nA� identificate in precedenza). Mi piace specialmente la bravura di Robert nel notare che se la��immagine visiva della parola di cui va fatto lo spelling A? realmente ben sviluppata e stabile, colui che fa lo spelling dovrebbe essere capace di fare lo spelling alla��indietro con facilitA�. Insistendo su questo come parte della ripetizione (installazione) assicura che chi fa lo spelling formi realmente una��immagine visiva della parola di cui va fatto lo spelling, che sia stabile abbastanza da far sA� che il processo funzioni molto bene.

Qui arriva il problema: si sostiene nella strategia dello spelling che la��immagine visiva della parola avviene per prima e poi la verifica cinestetica per assicurarsi attraverso le sensazioni (in realtA� circuiti sinestetici) che la��immagine visiva A? corretta (o no). Sfido questa sequenza V e poi K. Propongo che quello che sta accadendo veramente (e sarebbe facilmente verificabile con un macchinario per la scannerizzazione del cervello) A? che la��immagine e la sensazione arrivano simultaneamente ed A? un ARTEFATTO che noi ne facciamo esperienza come una sequenza. Propongo piA? specificatamente che la��illusione della sequenza A? la conseguenza delle limitazioni della��attenzione conscia. Sebbene entrambe le rappresentazioni siano presenti, le limitazioni dei 7 + o a�� 2 pezzi di attenzione conscia assicurano che noi prendiamo in considerazione soltanto uno di loro nello stesso istante. Se ciA? che sostengo A? accurato, allora tutte le attivitA� in PNL che ruotano attorno alle strategie sono in realtA� un insieme di studi sulle conseguenze degli artefatti delle limitazioni nella��attenzione conscia. La��illusione A? forte e nel caso particolare della strategia dello spelling A? innocuo e i risultati della��installazione di questa strategia sono eccellenti e li approvo. Il punto qui per me A? che se noi, persone che hanno creato questi modelli, non apprezziamo cosa veramente accade, la��impresa A? traballante nelle sue fondamenta. Mentre raccomando che il lavoro di Dilts con la strategia dello spelling sia offerto dappertutto ai bambini (dappertutto dove il linguaggio naturale A? uno nel quale ca��A? una significativa differenza tra la��ortografia a�� rappresentazioni scritte a�� e la rappresentazione uditiva; nota nei paesi che parlano spagnolo e italiano, lo spelling non A? parte del curriculum scolastico dal momento che ca��A? una precisa mappatura tra i suoni dello spagnolo o italiano e la sua forma scritta, e quindi non A? necessario fare lo spelling), sollecito una sistematica investigazione sul fatto che la sequenza sia reale o frutto di una��illusione, per assicurarsi che la��impresa ha qualche relazione con ciA? che accade realmente.

Questi sono gli argomenti che trovo avvincenti e invito a esplorare le fondamenta delle strategie a�� io certamente propongo che la sequenza A? una��illusione a�� prima di fare la��assunzione che le strategie abbiano qualcosa da offrire allo studio dei modelli di eccellenza, il focus appropriato della PNL secondo la mia opinione.

John Grinder

Luglio 2007

Bonny Doon, California